Crea sito

Il blog di dapeco

tutto e nulla

La novità di oggi è che Amazon entra prepotentemente ed ufficialmente sul mercato italiano degli ebook e reader proponendo il Kindle, nella sua ultima incarnazione in versione 4, a 99 €. Prezzo sotto la soglia psicologica dei 100 euro per un dispositivo che personalmente trovo molto ben fatto (non la pensano così in molti, ma non son tra quelli). Di fatto la proposta è il modello di “fascia” più bassa, se così vogliamo descriverlo, senza tanti fronzoli e senza touch. Un ebook reader “proletario” che fa il suo dovere, sopratutto se focalizza sul prezzo. Non avrà il touch o il colore delle altre 2 versioni disponibili sul mercato USA, ma per chi si approccia alla lettura di ebook è sicuramente la scelta più economica e performante. 99 € sono decisamente meno di quanto ci si aspettava (considerando che quando ho comprato lo stesso modello a settembre negli USA, tra cambio, trasporto e dogana lo pagari circa 120€) e se aggiungiamo la cavalleria di più di 16000 (sedicimila) titoli in italiano la guerra è fatta.

Ho sfogliato un po’ il catalogo, son subito andato a vedere quelli gratuiti, 6 libri con romanzi e poesie (si strizza l’occhio un po’ a tutti), pronto a scaricarli! Mi è stato chiesto di passare il mio account .com su .it per poterli acquistare. Poco male, ultimamente sto leggendo molto in italiano rispetto a contenuti in inglese (comunque accessibili, ma da vedere a che prezzi). Due click e si è pronti per comprare gratis.

Poi ci sono gli altri libri. Ho visto che ci sono le case editrici a me care: 40kbooks, Sugaman e Quintadicopertina con anche AlfaBeta2. Non ho visto riviste, ma non nascondo che mi piacerebbe poter rinnovare il mio abbonamento ad AlfaBeta2 direttamente sul Kindle.

Il tutto è compatibile anche con il mio Kindle3, nonostante il market resti localizzato in inglese, ha i contenuti in italiano e permette di scegliere subito tra il catalogo italiano o quello inglese: 16271 libri in italiano dice, inseriti nelle categorie di genere (chissà se si potrà aggregare per case editrici). Vedrò sul Kindle 4 di Sara come si conporta il market. Un po’ mi spiace dover dire addio a Calibre (scherzo eh!), ma sicuramente non abbandonerò altri venditori di ebook, come l’ottimo BookRepublic. La differenza la farà il drm (non social), dove ci sarà purtroppo dovrò optare per la versione kindle compatibile con i miei dispositivi (a sua volta il formato di Amazon è chiuso purtroppo).

Per dovere di cronaca non ho resistito ad effettuare un acquisto. Mi son quindi regalato Tutto quel che sei di Resnick per 3,44 € (su BookRepublic costa meno, 2,99€ ma è stato un acquisto d’impulso).

Ieri al F8 Developer Conference 2011 son state annunciate le novità relative al nuovo profilo di Facebook con la Timeline. Si tratta di visualizzare e utilizzare tutto ciò che si è condiviso e pubblicato sulla pagina del social network. Un aggregato con foto, video, link etc.

Sarà lanciato il prossimo mese in via ufficiale, ma è già possibile utilizzarlo e provarlo. La procedura è un po’ macchinosa ma nell’insieme semplice e porta via pochi minuti.

Per prima cosa è necessario essere un utente verificato, se non lo si è basta inserire il proprio numero di cellulare e verificarlo con il codice che si riceve via sms. Si può quindi andare all’applicazione Sviluppatore (mettete “Sviluppatore” nel box di ricerca e selezionate la prima Applicazione).

Poi si dovrà creare una nuova Applicazione cliccando su “Crea Applicazione” (non c’è da preoccuparsi, di fatto non la utilizzeremo).

Scelto il nome (mettete anche cose senza senso) e continuato arriveremo nella pagina principale.

Cliccando su “Open Graph” si aprirà una nuova sezione e ci saranno chieste due informazioni (su cosa fa l’applicazione), ci basterà mettere un azione (tipo “eat”) e la destinazione dell’azione (tipo “melone”). Il passo successivo sono 3 step, qui ci basterà sul fondo Salvare i cambiamenti e proseguire fino al “Save and Finish” finale.

Ormai è fatta, basterà attende qualche minuto e tornare sull’homepage di facebook per trovare il messaggio dove passare al nuovo profilo e godervi il tutto.

Aggiornamenti: può essere necessario attendere anche una giornata perché appaia il pulsante per passare al nuovo profilo, quindi bisogna aver pazienza. Inoltre sempre che per ora non verrà rilasciato mainstream per vari problemi di violazione brevetti/marchi del nome “timeline”.

L’ho comprato (anzi mi è stato regalato) il Kindle 3 nel mese di febbraio e come era facile preventivare è diventato l’oggetto che più utilizzo per leggere. Per la scelta era ricaduta sul prodotto Amazon (come d’importazione) e non su uno dei tanti prodotti ebook reader che si trovano in italia? Boh, forse perché mi piaceva esteticamente (ed è veramente bello e leggero) o forse perché dava la possibilità di acquistare velocemente libri in lingua inglese, il cui mercato è molto ampio, ma poco visibile in Italia.

In realtà ho comprato poche cose sullo store amazon: un paio di riviste e ho provato per un mese l’abbonamento a La Stampa (che è veramente una figata, ma serve avere molto tempo per leggersi un intero quotidiano… ed io non sempre ce l’ho). Tutto il resto che ho letto tra libri e saggi, li ho acquistati su Bookrepublic.it a prezzi secondo me onesti. Facendo due conti mal fatti, il risparmio in termini di spesa/lettura è decisamente diminuito, ma è aumentato il tempo che dedico alla lettura occupando sopratutto i buchi da pendolarismo che affliggono la mia giornata. Tra i contenuti più interessanti che mi son goduto sul kindle non posso non citare Alfabeta2 che arriva già in formato adatto per il device senza necessità di convertire alcunché.

Infatti la maggior parte dei contenuti italiani è in formato epub, che non è nativamente letto dal kindle (ma, e c’è un bel ma, pare che sarà a breve supportato nativamente il formato epub su kindle) ed è necessario un buon programma opensource: Calibre. Questo programma è il coltellino svizzero per chi si approccia al mondo dei libri elettronici: permette di convertire praticamente tutti i formati (per i libri acquistati e protetti da drm serve un po’ più di perizia, ma è fattibile anche per i meno esperti), è utile per scaricare e leggere i feed dei blog sull’ebook reader (e questa è una grande feature) e sopratutto è costantemente aggiornato.

Il kindle può inoltre navigare su internet, graze al browser integrato e alla connessione wi-fi (c’è la versione anche 3G, ma io ho preferito una più economica versione priva di schedina). Ovviamente in bianco e nero, ma il tutto risulta comunque fruibile.

Ah dimenticavo, sembra di leggere un foglio di carta (e se non c’è luce non si legge proprio nulla, come un normale libro) e la batteria dura circa 1 mese (meno se c’è il wi-fi sempre acceso).

Ha un sacco di altri pregi, forse li descriverò in futuro.

In questo articolo si spiegherà, non il formato webm in sé, ma di come creare o convertire un video in webm senza perdere anni di vita o il senno della ragione in maniera rapida senza utilizzare molto programmi.

Ormai è stata tracciata la strada da parte di Google in merito ad html5 ed il suo nuovo tag video: verrà dismesso il supporto ai video h264 nel browser Chrome a favore di un miglior supporto per il formato libero (anzi in parte liberato) dalla stessa società di Mountain View, WebM. Probabilmente è già iniziata la conversione dei video su YouTube

Se n’è parlato per molto tempo, anche in maniera feroce delle caratteristiche di questo formato video, di fatto un contenitore matroska con all’interno un flusso video VP8 (da poco rilasciato liberamente da Google dopo l’acquisizione di On2) ed un flusso audio Ogg Vorbis. Il grosso delle critiche rivolte al formato è sulla codifica video, per ora meno efficiente ed efficace di h264 (benché siano con caratteristiche simili) ed ancora scarsamente supportato nella decodifica hardware.

Dobbiamo dotarci dei filtri utili per il buon funzionamento del tutto:
Pack generico di codec audio/videoCombined Community Codec Pack
Filtri DirectShow Ogg VorbisXiph.org Community (opencodecs_0.85.17777.exe o succesivi)
Filtri e compressore WebMWebM Tools (webmdshow-0.9.12.0-20101216.zip o successivi)

Installiamo i primi 2 e scompattiamo l’ultimo. Nell’ultimo troveremo 2 file utili: install_webmdshow.exe andrà installato, mentre makewebm.exe sarà il nostro convertitore, mettiamolo quindi (con un semplice copia/incolla) nella posizione per noi più comoda (i.e. in C: o su una chiavetta pronto all’uso).

Siamo ora pronti per eseguire la conversione. Nel mio esempio andrò a convertire il video test_video.avi (xvid+mp3 640×360) in test_video.webm con le impostazioni secondo i miei gusti che meglio si adattano ad un compromesso bitrate/qualità. Consiglio di provare voi stessi più settaggi per raggiungere il vostro compromesso migliore.

Intanto apriamo il prompt dei comandi di windows (Start -> Esegui -> cmd) e portiamoci nella cartella dove è presente makewebm.exe (i.e. “cd C:\”). Scriviamo poi il comando e premiamo invio:

makewebm.exe -i test_video.avi --target-bitrate 400 --two-pass --thread-count 2 -o test_video.webm

inizierà quindi la conversione del nostro file (se è molto lungo durerà parecchio tempo).

Spieghiamo che parametri abbiamo passato al programma:
-i – indica il file di input (può essere anche un path assoluto)
-o – indica il file di output
–target-bitrate – indica in Kbps il bitrate “finale” desiderato
–two-pass – indica che dovranno essere eseguite 2 passate
–thread-count – indica il numero di thread da utilizzare (utile se avete macchine multi-core: indicate il numero così da velocizzare l’operazione di codifica) [si può omettere]

Scrivendo nel prompt solo makewebm.exe vengono stampate a video tutte le impostazioni ed i parametri:

C:\>makewebm.exe
usage: makewebm
-i, --input input filename
--audio-input audio input filename
-o, --output output filename
--deadline max time for frame encode (in microseconds)
--decoder-buffer-size buffer size (in milliseconds)
--decoder-buffer-initial-size before playback (in milliseconds)
--decoder-buffer-optimal-size desired size (in milliseconds)
--dropframe-threshold temporal resampling
--end-usage {"VBR"|"CBR"}
--error-resilient defend against lossy or noisy links
--keyframe-frequency time (in sec) between keyframes
--keyframe-mode {"disabled"|"auto"}
--keyframe-min-interval min distance between keyframes
--keyframe-max-interval max distable between keyframes
--lag-in-frames consume frames before producing
--min-quantizer min (best quality) quantizer
--max-quantizer max (worst quality) quantizer
--no-video do not render video (if present)
--require-audio quit if no audio encoder available
--no-audio do not render audio (if present)
--resize-allowed spatial resampling
--resize-up-threshold spatial resampling up threshold
--resize-down-threshold spatial resampling down threshold
--script-mode print progress in script-friendly way
--save-graph save graph as GraphEdit storage file (*.grf)
--target-bitrate target bandwidth (in kilobits/second)
--thread-count number of threads to use for VP8 encoding
--token-partitions number of sub-streams
--two-pass two-pass encoding
--two-pass-vbr-bias-pct CBR/VBR bias
--two-pass-vbr-minsection-pct minimum bitrate
--two-pass-vbr-maxsection-pct maximum bitrate
--undershoot-pct percent of target bitrate for easier frames
--overshoot-pct percent of target bitrate for harder frames
--auto-alt-ref encoder may create alternate reference frames
--arnr-maxframes max number of frames to use on filter
--arnr-strength strength of filter
--arnr-type type of filter
-l, --list print switch values, but do not run app
-v, --verbose print verbose list or usage info
-V, --version print version information
-?, -h, --help print usage
-??, -hh, --? print verbose usage

A voi utilizzare e testare la miglior configurazione. In questo modo potrete creare e convertire i video in webm così da utilizzarli nel tag html5 < video > anche su wordpress con l’ottimo plugin VideoJS per WordPress di cui ho parlato qui: Inserire un video html5 con fallback flash.

Nel precedente articolo ho parlato di come inserire un video all’interno dei post di wordpress. In questo cerco di fare un passo in con un video compatibile con HTML5, ma con la possibilità di “cadere in piedi” grazie a flash. Tutta l’operazione è basata sul plugin “VideoJS” che può essere facilmente reperibile nel repository.

L’installazione del plugin non porta con se nuove feature, ma permette di visualizzare il giusto video (se l’abbiamo) con il giusto player a seconda del browser. Infatti html5 non è ancora supportato da tutti i browser in circolazione, sopratutto i più datati e chi lo supporta non permette l’utilizzo di determinate accoppiate video-audio (codec): firefox leggerà video .ogv (theora+vorbis), safari e opera .mp4 (h264+aac) e chrome .webm (vp8+vorbis), tutti gli altri o le vecchie versioni il .mp4 grazie al flash player.

Nel nostro post ci basterà inserire questo codice:

[video mp4="http://dapecoblog.altervista.org/wp-content/uploads/2010/11/bbb.mp4" ogg="http://dapecoblog.altervista.org/wp-content/uploads/2010/11/bbb.ogv" webm="http://dapecoblog.altervista.org/wp-content/uploads/2010/11/bbb.webm" poster="http://dapecoblog.altervista.org/wp-content/uploads/2010/11/bbb.jpg" preload="true" autoplay="false" width="576" height="324"]

Dove:
mp4 è il video h264+aac
ogg è il video theora+vorbis
webm è il video vp8+vorbis
poster è l’immagine da visualizzare come anteprima
preload indica se cominciare a caricare il video anche se non è partito
width e height sono rispettivamente larghezza ed altezza
autoplay se partire subito con il video o attendere che sia l’utente a deciderlo

Questo sarà il risultato nei nostri post.

Download Video: MP4 WebM Ogg
HTML5 Video Player by VideoJS

SOLO PER UTENTI ALTERVISTA
Se sei un utente di AlterVista (come me), è necessario avere installato il plugin “FV WordPress FlowPlayer” (già spiegato nel precedente articolo) ed una piccola modifica manuale al codice del plugin. Si tratta di andare nella pagina Plugin -> Editor, selezionare dal menù a tendina VideoJS e modificare il file videojs-html5-video-player-for-wordpress/video-js-wp.php sostituendo le occorrenze di:

http://releases.flowplayer.org/swf/flowplayer-3.2.1.swf

con

http://nickname.altervista.org/wp-content/plugins/fv-wordpress-flowplayer/flowplayer/flowplayer.swf

Mettendo al posto di nickname il vostro nickname di AlterVista.

Se state cercando un modo per inserire un video nei vostri articoli, ma YouTube non è la soluzione per voi e non sapete da dove iniziare, questo è l’articolo giusto.

Quello che si vede sopra è il risultato finale. Iniziamo.

Per iniziare ci serve un Player da inserire nelle nostre pagine ed un file video da leggere (.flv .mp4 .m4v .h264).

Come player vedremo all’opera l’ottimo FlowPlayer che non dovremo neanche scaricare: ci basterà infatti aggiungere ed attivare tra i nostri plugin il “FV WordPress Flowplayer” (si trova nel repository e si installa con 1 click).

L’installazione del plugin aggiungerà un pulsante vicino a quelli per l’inserimento dei media (nella console di inserimento nuovo articolo).

Cliccando sul pulsante, durante la stesura di un articolo, si aprirà una finestra dove poter indicare il video, che potrà essere preso dalla propria galleria (anche caricandolo) oppure da un url (come nell’immagine). Importante indicare la corretta larghezza (width) e altezza (height) per non deformare l’immagine. Per scegliere i corretti valori di altezza e larghezza bisogna prima individuare la lunghezza ottimale per le nostre esigenze (bisogna provare con molti valori fin quando non siamo soddisfatti) e poi calcolare con le formule seguenti il giusto valore dell’altezza a seconda delle proporzioni del vide (i.e. 4:3 o 16:9).
Vi possono aiutare le semplici formule di seguito:
4:3: altezza = (larghezza x 3) : 4
16:9: altezza = (larghezza x 9) : 16
Nel mio blog la larghezza secondo me ottimale è di 576px, quindi nel caso di un video 16:9 la mia altezza sarà di 324px (576 x 9 : 16), arrotondate sempre alla cifra pari più vicina.

Il gioco è fatto, ora avrete il vostro video all’interno degli articoli, senza dover dipendere da servizi esterni.

webP rimpiazzerà il JPEG?

1 commento

Secondo me no, almeno non nel breve periodo, nonostante sia sulla carta più efficiente (in termini di qualità/compressione) dell’ormai vetusto, ma universalmente utilizzato, Jpeg.

Lo scettro di prossimo formato fotografico per il web vede per ora almeno 3 contendenti: JPEG2000 (il più anziano), JPEG XR (di Microsoft implementato con Vista) e WebP (l’ultimo nato di casa Google). Si tratta di formati lossy (alcuni possono anche funzionare in modalità lossless) così come ci è richiesto dal web avaro di banda.

Le specifiche di webP si possono trovare in giro per la rete, al fondo dell’articolo ho messo alcuni link utili, quello su cui voglio focalizzarmi è da dove proviene webP (l’articolo si farà un po’ tecnico).

Di fatto webP è un I-frame VP8 (il formato di compressione di On2 che Google utilizza per webM) e pertanto ha alcune limitazioni rispetto al JPEG: solo sottocampionatura della crominanza (chroma subsampling) 4:2:0 (JPEG aveva 4:2:2 e 4:4:4 o RGB) e non portano il tanto richiesto lossless (JPEG ne è sprovvisto). Le migliori performance in compressione derivano appunto dalla capacità di compressione acquisita dal codec H264 (intra prediction – l’immagine viene compressa senza prendere in considerazione gli altri fotogrammi tipici di un video) e presente in VP8: la qualità della compressione video è stata notevolmente studiata e migliorata negli ultimi anni. Sembra tuttavia che non vengano applicati filtri di psychovisuale (ciò che l’occhio non percepisce o percepisce meno possono essere tralasciati per dare più spazio ai dettagli percepiti), ma semplicemente filtri che aumentino il PSNR non creando sempre un buon risultato (immagini che perdono molto dettaglio).

Se volete approfondire: http://x264dev.multimedia.cx/archives/541 e http://googlecode.blogspot.com/2010/09/webp-new-image-format-for-web.html

Io ce l’ho fatta! E lo dico con orgoglio: sono stato uno dei (spero) tanti che hanno aderito in modo silenzioso all’iniziativa lanciata da Alberto Schiariti da lui nominata leggere leggere leggere.

Ti racconto cosa c’è stato dietro.

La scelta del libro.
Dopo molte riflessioni la scelta era tra 3 libri: Il Maestro e Margherita di
Bulgakov, Ubik di Dick e Ma gli androidi sognano pecore elettriche? sempre di Dick. Tre libri che considero capolavori stupendi, ho scartato Il Maestro e Margherita perché è un classico, mi sarebbe piaciuto regalare un libro che non fosse un doppione: con un libro così le possibilità aumentavano. Tra i due libri di fantascienza è stata dura, ma dopo un po’ ho scelto per quello forse più conosciuto dei due, da cui hanno tratto Blade Runner (anche quello un capolavoro).

L’acquisto.
E sì… perché i libri che leggo devono essere miei! e possibilmente non usati… Sono un feticista, lo so. Quindi libro nuovo per il regalo.

Dedica.
Ci ho pensato e ripensato più volte, ma alla fine non ho scritto praticamente nulla. Niente dediche strane, numeri di telefono, nome o cognome. Nulla se non:

Leggi! Potresti meravigliarti di quanti mondi fantastici esistono.

Si potrebbe dire una frase banale e scontata… boh speriamo incuriosisca chi ha ricevuto il libro. Probabilmente è una lettrice accanita, ma se non lo è potrebbe cogliere l’occasione per ricominciare a leggere qualcosa di bello.

Chi l’ha ricevuto.
Premetto che oggi è stata una giornata particolare, avevo programmato di darlo ad un signore che incontro spesso sul treno e che mi sta simpatico perché ha un pesante accento de Roma, ma per vicissitudini varie mi son ritrovato ad orari diversi a Porta Nuova (ne pressi) per prendere il 4. Ho visto due tizie che solitamente incrocio alla stazione di Lingotto… viaggiano stranamente sempre in coppia (frequenteranno la medesima università) e poiché mi è sembrato piccolo il mondo ho deciso di regalare il libro alla meno carina della coppia. Le ho abordate con fare deciso è ho detto: “tieni ti regalo questo libro, leggilo!”. E gliel’ho dato sorridendo. Lei ha fatto una faccia strana (tipo: ma questo che vuole?) ma alla fine ha sorriso e l’ha preso ringraziando.

Spero davvero che lo legga e magari chissà lo regali (o ne regali un altro) ad un altro sconosciuto/a. Il bello dell’iniziativa è che si parte dal basso per passare un messaggio importante.

Perché non ho soldi sporchi da reciclare con lo scudo fiscale? L’ovvia risposta sarebbe: perché sono una persona onesta! Ma la risposta che gira e ronza in testa è piuttosto: perché sono un coglione in uno stato di furbi (sì quando penso sono solo moderatamente volgare)!

Questa mattina apprendo della grande festa governativa per i dati del denaro rientrato grazie allo scudo fiscale, 95 miliardi (sì miliardi) di euro, riportati in patria da persone che di italiano hanno solo la carta d’identità (forse manco quella) ma che per me restano, oltre che anonimi (e ci mancherebbe), dei vili ladri. Già perché hanno rubato 3 volte: quando non hanno dichiarato il denaro (mantenendolo nel nero, o portandolo all’estero), quando hanno usufruito (e magari si son pure lamentati) di tutti i servizi che uno stato civile mette a disposizione e quando hanno riportato in circolo il denaro pagando solo il 5% invece della dovuta tassazione.

Quello che più mi incazza è però chi ha permesso ai ladri di essere dei ladri: chi non effettua i controlli in prima istanza, chi ci governa che fa il loro gioco (i governi Berlusconi sono i migliori rappresentanti della categoria), chi pensando di risparmiare non si è fatto fare fatture e scontrini fiscali (e sì anche chi si fa pagare in nero). Tutti colpevoli, tutti italiani (magari qualcuno no, ma meriterebbe la cittadinanza), tutti furbi. Ma son contento di essere un coglione, onesto, posso camminare a testa alta e non vergognarmi di prendere un treno (pagato con le tasse degli onesti) o essere curato dal medico di base (pagato con le tasse degli onesti) e me la rido di gusto nel vedere gente giocare al superenalotto (e tutti i giochi simili).

Io trovo giusto pagare le tasse, trovo ingiuste leggi che favoriscono chi non le paga (e/o non le ha pagate).

Cari ladri, non affannatevi, lo scudo è stato prorogato fino ad aprile 2010!

In questi giorni pensavo: vista la presenza di più formati pubblicitari, perché utilizzare solo il banner grande nell’ AlterBlog? Insomma può tornare utile inserire altri formati di banner pubblicitari all’interno dei singoli post, magari in posti non troppo fastidiosi che possano portare a me una retribuzione maggiore ed all’inserzionista più visibilità.Guardando i formati messi a disposizione da AlterVista ci son giusto il banner orizzontale piccolo (468×60) ed il banner video (300×250) più ingombrante, ma decisamente molto remunerativo. Da qui l’esigenza di trovare un modo rapido e semplice per inserire il codice correttamente nei miei post, senza dover ogni volta copia/incollare codice nelle pagine: il plugin Advertising Manager è risultato il migliore tra i tanti che ho provato ed ho, quindi, deciso di utilizzarlo nel mio AlterBlog.

Il primo passo da fare è installare il plugin, nulla di più semplice con il WordPress utilizzato nell’AlterBlog: nell’Amministrazione dell’AlterBlog -> Plugin -> Aggiungi Nuovo . Nel campo di ricerca si inserisce Advertising Manager, sarà il primo della lista e basterà installarlo! La scelta non è stata casuale, ma per semplicità e compatibilità (attualmente con la 2.9) è il più adatto al raggiungimento dello scopo.

Quando il plugin è installato, lo si dovrà attivare e sarà aggiunta una nuova voce nel menu sinistro del pannello di amministrazione: Ads. Clickando quindi su Create New ed andando ad inserire il codice che si trova nel pannello dell’account AlterVista (Guadagni -> Attiva Banner Pubblicitari -> Avanzate) si crea il profilo per la tipologia di banner.

Il secondo step e personalizzare le impostazioni del plugin, inserendo il nome per indentificarlo, il numero massimo di presenza nella pagina dove AlterVista permette massimo 3 dello stesso tipo (Account Details), il formato (Ad Format) che meglio si adatta al banner ed il codice (Code) prima inserito che andrà arricchito da codice prima (HTML Code Before) e dopo (HTML Code After). Io ho inserito queste due porzioni di codice per il 300×250 in modo che si visualizzi affiancato al testo (nel mio caso sulla destra, ma si può mettere sulla sinistra sostituendo left a right e viceversa):
<div style="float:right;margin:0;margin-left:5px;"> // HTML Code Before
</div> // HTML Code After
Per il 468×60 ho invece scelto un allineamento al centro:
<div style="text-align:center;"> // HTML Code Before
</div> // HTML Code After

Ora che si sono salvato i nostri profili di banner, questi si possono inserire facilmente direttamente dalla pagina di modifica/inserimento dei post, sarà infatti presente un piccolo menù a tendina da si potrà inserire direttamente il codice che verrà poi sostituito con il banner. Il gioco è fatto!

Post - Aggiungi Banner
Powered by WordPress Web Design by SRS Solutions © 2012 Il blog di dapeco Design by SRS Solutions

Blogging Sites